Toccare con le parole, dialogare nel contatto:
la comunicazione verbale e non verbale per operatori di tecniche corporee
(5 giornate formative in due Moduli di 2,5 + 2,5 gg.)
Quanto è importante espandere le proprie capacità percettive per approdare a una capacità di movimento e a una libertà maggiore? Quanto è importante rafforzare e mantenere le conquiste fatte nel lavoro corporeo mediante una scelta consapevole delle parole e delle immagini mentali che si utilizzano nella comunicazione con se stessi e con gli altri?
Il nostro corpo, inseparabile dalla cosiddetta “mente”, è lo strumento privilegiato che ci permette l’accesso al cambiamento. Tuttavia alcune abitudini “di pensiero” disfunzionali, spesso inconsce, possono riportare il corpo, già risvegliato al cambiamento, ai vecchi schemi restrittivi. Tali abitudini di pensiero sono riconoscibili attraverso il linguaggio che adottiamo, attraverso la scelta, anche questa inconscia, delle parole che usiamo per descrivere noi stessi e il mondo percepito, poiché il mondo che noi conosciamo è semplicemente una rappresentazione personale del mondo, la quale dipende a sua volta dalla percezione che ne abbiamo. La nostra realtà è soggettiva, e soggetta al cambiamento per quanto possiamo espandere la nostra stessa capacità di percepire. Quanto più la nostra percezione del mondo cambia e si amplifica, tanto più le nostre possibilità di scelta aumentano, e questo riguarda tanto il nostro corpo in movimento quanto la nostra libertà di azione in senso più lato e generale, nell’ambiente e nella vita.
Come possiamo riconoscere schemi e “programmi” disfunzionali, e cambiarli per acquisire maggiore flessibilità e libertà di agire, anziché reagire semplicemente? Come possiamo trasformare le emozioni negative in emozioni positive, generando e mantenendo uno stato interiore di equilibrio e serenità a prescindere dagli eventi esterni? Quanto il linguaggio aiuta, o condiziona la persona, limitandola?
C’è chi, provando ad esempio paura, descrive “farfalle nello stomaco” piuttosto che “gambe molli” o “nodi in gola”… e ben sappiamo quanto i pensieri a loro volta sono in grado di evocare emozioni, quindi reazioni, nel nostro corpo. La parola, di fatto, evocando crea: è pensiero manifesto, dichiarato, che mette in comunicazione il mondo interiore con quello esteriore, e viceversa. Qualsiasi espressione o metafora da noi utilizzata inizialmente per descrivere uno stato, e poi riconfermata e riutilizzata per abitudine, non farà altro che riportarci mentalmente, emotivamente e fisicamente a quello stato, e nello stesso tempo avrà un impatto sulle persone attorno a noi, evocando in ciascuna precise immagini, emozioni, sensazioni.
Quanto è importante “toccare” anche con le parole in maniera congruente tutti i piani del corpo-mente per raggiungere il massimo livello di integrazione, con un approccio e per un risultato globale?
Per chiunque operi nel campo delle tecniche corporee è fondamentale saper entrare “in contatto” con le persone in tutti i sensi, instaurando una comunicazione efficace sia a livello verbale che non verbale, utilizzando le parole nelle loro possibili sfumature di significato per trovare con gli interlocutori un linguaggio comune. È importante saper individuare e utilizzare il linguaggio più appropriato nei confronti di ciascuno, sia per rispetto verso l’unicità della persona, sia per essere più efficaci nel fornire a ciascuno le indicazioni finalizzate, ad esempio, all’espansione della percezione, alla riprogrammazione di un movimento, all’apprendimento di nuove conoscenze in pratica e all’apertura verso nuovi orizzonti. Arricchire la propria capacità di ascoltare, di comprendere e di esprimersi espandendo il proprio vocabolario verbale e non verbale, come anche il perseguire una comunicazione congruente su tutti i piani in modo che essa possa fluire con maggiore facilità, è un’affascinante prospettiva degna dell’attenzione di tutti coloro che si trovano a giocare in ruoli di supporto e guida, come terapisti, educatori, trainers, insegnanti, allenatori, coach, ecc.
Il corso è rivolto soprattutto a chi opera nel campo delle attività educative, terapeutiche, corporee e psicocorporee mediante il tocco e/o il movimento, come fisioterapisti e terapisti della riabilitazione, osteopati, Rolfers, operatori di Feldenkrais, Mézières, ecc., psicomotricisti, logopedisti, medici, infermieri, ostetriche, praticanti tecniche di massaggio, educatori, psicologi, insegnanti, allenatori, coach e trainer di attività e discipline artistiche e sportive, ecc.
Obiettivi:
- sviluppare consapevolezza e presenza a se stessi e all’altro in modo da poter garantire efficienza ed efficacia di intervento
- saper generare in se stessi lo stato mentale, emozionale e fisico più adatto al prendersi cura entrando in contatto con l’altro, nel pieno rispetto del confine funzionale alla relazione terapeutica o educativa
- essere efficaci nel proprio lavoro attraverso la comunicazione, ovvero arricchire la propria capacità di ascoltare, di comprendere e di esprimersi in modo congruente sui piani verbale, paraverbale e non verbale
- espandere il proprio vocabolario comunicativo, per raggiungere il massimo della comprensione reciproca nel pieno rispetto dell’unicità di ciascun individuo
- avvalersi di un modo di comunicare chiaro, preciso, essenziale per “entrare in contatto” con le persone in tutti i sensi, utilizzando “il tocco delle parole” nelle sue possibili sfumature di significato per trovare con gli interlocutori un linguaggio comune
- utilizzare immagini mentali e metafore per facilitare l’accesso e l’esplorazione delle risorse interiori e del movimento attraverso la percezione
- instaurare empatia e fiducia per realizzare le condizioni ottimali al raggiungimento degli obiettivi
comunicare ascolto, attenzione, non giudizio, supporto, incoraggiamento con le parole e con l’atteggiamento - insegnare alla persona come riconoscere e modificare in modo costruttivo i propri schemi e le proprie abitudini disfunzionali, limitanti e depotenzianti
- imparare a formulare le “domande giuste” per suscitare risposte che facilitino la persona a trovare soluzioni al di là degli schemi consueti
- educare la persona alla creazione di stati mentali, emotivi e fisiologici funzionali al conseguimento dei propri obiettivi in piena autonomia
Costo e Location dei Corsi:
5 gg. (due Moduli di 2 giornate e mezzo ciascuno) = € 480,00 (€ 400,00 + IVA)
Il costo del corso è relativo al suo svolgimento presso la sede di Aosta.
Qualora i corsi venissero svolti in altre sedi, i costi saranno maggiorati secondo le spese di trasferta, organizzazione e location.
Struttura e Calendario del Corso
I Modulo (2,5 gg):
Venerdì 30 Aprile ore 16,00 – 20,00
Sabato 1 e Domenica 2 Maggio (ore 9,00 – 12,30 e 14,00 – 18,30) Aosta, Centro “L’Energia Sottile”
II Modulo (2,5 gg):
Venerdì 25 Giugno ore 16,00 – 20,00
Sabato 26 e Domenica 27 Giugno ore 9,00 – 12,30 e 14,00 – 18,30 Aosta, Centro “L’Energia Sottile”
Gli orari o le date del Corso possono subire variazioni in base al numero dei partecipanti e alle esigenze del gruppo.
Programma:
I Modulo:
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Percezione, propriocezione, introcezione: l’uso dei sensi per percepire se stessi e l’ambiente
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Sostegno e orientamento nello spazio
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Calibrazione: recepire cosa e come l’altro sente
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I sistemi rappresentazionali (VAKOG, ovvero Visivo, Uditivo, Cenestesico, Olfattivo, Gustativo) e le sub modalità VAK (Visivo, Uditivo, Cenestesico)
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Gli accessi oculari (I): teoria e esercizi sui movimenti e sulla differenziazione/integrazione dello sguardo nel movimento del capo e del corpo
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L’uso delle metafore e delle immagini mentali
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Le parole che negano (uso del no, non, ma, però…)
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Elementi di metamodello
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L’uso dei metaprogrammi essenziali
II Modulo:
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“Ricalco e guida”: nel linguaggio, nella gestualità, nel tocco, ecc.
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Il tono e il ritmo nella voce: comunicazione paraverbale
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Gli accessi oculari (II): approfondimento e esercizi in pratica
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Dialogare in contatto attraverso il “tocco di ascolto”
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Gli ancoraggi: come si associano gli stati emotivi, fisici e mentali a pensieri o stimoli percettivi
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I “livelli dell’esperienza”: ambiente, comportamento, capacità, valori, identità, scopo
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I “punti di vista” e le differenti posizioni percettive: l’“io”, l’“altro”, l’“osservatore”, il “noi” nella funzionalità di ogni relazione
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L’empatia e la compassione nella relazione d’aiuto