PNL e consapevolezza
Le grandi tradizioni filosofiche e spirituali concordano nel considerare l’essere umano come la creatura vivente dotata del più grande strumento per la ricerca della conoscenza: se stesso.
“Conosci te stesso e conoscerai Dio”, dicono i Maestri. Ogni individuo racchiude in sé i segreti dell’Universo…eppure, senza libretto di istruzioni per il buon uso delle risorse interiori, può rischiare di perdere l’orientamento e cadere in confusione, perdendo di vista la propria Natura e la missione di realizzarla.
Conoscere se stesso per utilizzare al meglio il proprio potenziale è il primo compito di ciascun individuo, ovvero di ciascuno di noi. La nostra struttura psicofisica, integrazione di corpo, mente, emozioni, è l’unico veicolo di cui disponiamo per risvegliare ed espandere la nostra coscienza al fine di realizzare la nostra natura reale. Al tempo stesso, tanto la mente quanto il corpo possono mantenere gli schemi e i comportamenti che interferiscono con il nostro sviluppo, e il risveglio della nostra coscienza fa i conti con interferenze costituite da condizionamenti, schemi e abitudini che, consolidandosi come reazioni programmate, ci ostacolano il cammino anziché facilitarlo…
Fortunatamente, pare che ogni comportamento abbia una struttura che può essere modificata.
Come possiamo riconoscere schemi e “programmi” disfunzionali, e cambiarli per acquisire maggiore flessibilità e libertà di agire, anziché reagire semplicemente? Come possiamo trasformare le emozioni negative in emozioni positive, generando e mantenendo uno stato interiore di equilibrio e serenità a prescindere dagli eventi esterni? E, allo stesso modo, come possiamo modificare quelle restrizioni che ci riportano al malessere, al disagio o alle vecchie abitudini che limitano il corpo e la mente, togliendoci energia?
In realtà possiamo fare tutto questo e molto altro ancora…quando impariamo ad usare
e a gestire al meglio lo strumento più potente di cui la Natura ci ha dotato: noi stessi.
Il mio approccio alla PNL
Personalmente, ritengo che il nostro corpo, inseparabile dalla mente, sia lo strumento privilegiato che ci permette l’accesso al cambiamento. Nel corso degli anni, nella mia pratica iniziale di body-mind worker, ho potuto tuttavia constatare che a volte certe abitudini “di pensiero” disfunzionali, spesso inconsce, possono riportare il corpo, già risvegliato al cambiamento, ai vecchi schemi restrittivi. Fortunatamente ho anche potuto notare che tali abitudini di pensiero sono riconoscibili attraverso il linguaggio che adottiamo, attraverso la scelta, anche questa inconscia, delle parole che usiamo per descrivere noi stessi e il mondo percepito. Già, perché il mondo che noi conosciamo è semplicemente una rappresentazione personale del mondo, la quale dipende a sua volta dalla percezione che ne abbiamo… e quindi a maggior ragione la nostra realtà è soggettiva, e soggetta al cambiamento per quanto possiamo espandere la nostra stessa capacità di percepire. Quanto più la nostra percezione del mondo cambia e si amplifica, tanto più le nostre possibilità di scelta aumentano, e questo riguarda tanto il nostro corpo in movimento quanto la nostra libertà di azione in senso più lato e generale, nell’ambiente e nella vita. Nel corso degli anni mi sono resa conto più di una volta di quanto fosse importante imparare a espandere le capacità percettive per approdare a una capacità di movimento maggiore, e anche di quanto fosse importante rafforzare e mantenere le conquiste fatte nel lavoro corporeo mediante una scelta consapevole delle parole e delle immagini mentali che si utilizzano nella comunicazione con se stessi e con gli altri. Nel nostro corpo, ad esempio, quelle instancabili fibre muscolari dette “toniche”, preposte al mantenimento della postura in gravità, esulano dal controllo volontario e agiscono invece sulla base di riflessi automatici indotti da ciò che i nostri sensi percepiscono: per questo rispondono anche alle emozioni, in quanto ogni emozione corrisponde (che ne siamo consapevoli o no) a sensazioni ben precise e localizzate, per quanto soggettive: c’è chi, provando ad esempio paura, descrive “farfalle nello stomaco” piuttosto che “gambe molli” o “nodi in gola”… e ben sappiamo quanto i pensieri a loro volta sono in grado di evocare emozioni, quindi reazioni, nel nostro corpo. La parola, di fatto, evocando crea: è pensiero manifesto, dichiarato, che mette in comunicazione il mondo interiore con quello esteriore, e viceversa. Qualsiasi espressione o metafora da noi utilizzata inizialmente per descrivere uno stato, e poi riconfermata e riutilizzata per abitudine, non farà altro che riportarci mentalmente, emotivamente e fisicamente a quello stato, e nello stesso tempo avrà un impatto sulle persone attorno a noi, evocando in ciascuna precise immagini, emozioni, sensazioni. Consapevole di questo, ho cercato, negli anni, strumenti che mi permettessero di essere di supporto alle persone con le quali lavoro individualmente o in gruppo anche attraverso il linguaggio verbale, in modo da “toccare” in maniera congruente tutti i piani del corpo-mente per raggiungere il massimo livello di integrazione, con un approccio (e per un risultato) globale.
Oggi, il mio primo obiettivo di Rolfer, educatrice al corpo e al movimento e body-mind trainer, è quello di rendere le persone che si rivolgono a me in grado di auto sostenersi e orientarsi nell’ambiente e nella vita, in tutti i sensi (e attraverso tutti i sensi…), quindi fornire strumenti che permettano di agire in autonomia. Una volta appreso a “reggersi sulle proprie gambe ” o a “espandere il proprio orizzonte”, diventa più semplice attingere pienamente alle proprie risorse interne, per riconoscerle e utilizzarle. Di fatto, ogni restrizione o limitazione, fisica e mentale, compare per necessità, per uno scopo e con almeno un vantaggio, e per eliminare restrizioni nate con uno scopo (spesso lo scopo è dare supporto, reggere, contenere, guidare, laddove il corpo-mente-inconscio percepisce mancanza di sostegno o di orientamento) bisogna averne compreso il vantaggio, sostituendo poi alla restrizione o allo schema disfunzionale l’attivazione di quelle risorse naturali che generalmente sono solo sopite….
L’incontro con la PNL e l’acquisizione di strumenti selezionati e mirati tra quelli che essa propone mi è stato molto utile, e la scelta di completare il percorso di apprendimento delle tecniche fino a conseguire la certificazione come NLP trainer è stata sostenuta dalla volontà di aprire la mia visione all’intero panorama per potermi focalizzare su ciò che poteva essere più utile integrare nel mio lavoro, volto essenzialmente a educare le persone alla consapevolezza di sé e delle proprie risorse psicofisiche.
La PNL nel mio approccio alla persona
Quando invito una persona o un gruppo a espandere la capacità di percepire una determinata parte del corpo, a compiere un certo movimento o a respirare in una data maniera, è fondamentale che il mio modo di comunicare risulti chiaro, preciso e comprensibile, e nello stesso tempo lasci spazio all’immaginazione, all’evocazione di immagini interiori e metafore del tutto personali che aprano in ciascuno le porte non solo alla percezione, ma anche alla facoltà di andare oltre ciò che già si sente e conosce, esplorando e scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo in sé. Ritengo che per me sia fondamentale saper entrare “in contatto” con le persone in tutti i sensi, instaurando una comunicazione efficace sia a livello verbale che non verbale, utilizzando le parole nelle loro possibili sfumature di significato per trovare con i miei interlocutori un linguaggio comune. Sia come Rolfer, sia come trainer nelle attività di movimento, sia come insegnante di tecniche di tocco mi pongo come un’educatrice, e per me è fondamentale saper individuare e utilizzare il linguaggio più appropriato nei confronti di ciascuno, sia per rispetto verso l’unicità della persona, sia per essere più efficace nel fornire a ciascuno le indicazioni finalizzate, ad esempio, all’espansione della percezione, alla riprogrammazione di un movimento, all’apertura verso la scoperta di nuovi orizzonti e al raggiungimento di nuovi obiettivi, all’apprendimento di nuove conoscenze in pratica. Trovo che la possibilità di arricchire la propria capacità di ascoltare, di comprendere e di esprimersi espandendo il proprio vocabolario verbale e non verbale, come anche il perseguire una comunicazione congruente su tutti i piani in modo che essa possa fluire con maggiore facilità, sia un’affascinante prospettiva degna dell’attenzione di tutti coloro che si trovano a giocare in ruoli di supporto e guida, come educatori, trainers, insegnanti, allenatori, coach, terapisti, ecc.
Per questo la mia scelta è quella di trasmettere, a chi opera nel campo delle attività educative, terapeutiche, corporee e psicocorporee mediante il tocco e/o il movimento, il più possibile di quegli strumenti essenziali della PNL che consentono di essere efficaci nel proprio lavoro comunicando, ovvero ricevendo e trasmettendo attraverso tutti i canali, in tutti i sensi, mediante tutti i linguaggi, su tutti i livelli in maniera congruente, per raggiungere il massimo della comprensione nel pieno rispetto dell’unicità sacra di ciascun individuo.
La PNL, in pratica…
Cos’è dunque la PNL, in pratica? La Programmazione Neuro Linguistica, di fatto, è una sintesi di strumenti, tecniche e strategie di provenienza varia e di matrice esperienziale, vale a dire basata sull’esperienza pratica. Creata negli USA da Richard Bandler e John Grinder, trae ispirazione e strumenti da strategie comuni ai ricercatori di ogni tempo e luogo della Terra, attingendo tanto dalla psicologia di Fritz Perls (ideatore della Terapia Gestalt), dall’ipnosi di Milton Erickson, dagli studi di Gregory Bateson (scrittore inglese che si è occupato di antropologia, cibernetica e teoria delle comunicazioni) quanto dalle esperienze “oltre confine” di sciamani, mistici e maestri spirituali. Essa fa riferimento alla mente e all’organizzazione della vita mentale (Neuro), al modo in cui il linguaggio che adoperiamo influenza noi e gli altri anche a livello inconscio (Linguistica), a come possiamo sostituire a schemi ripetitivi con azioni consapevoli e finalizzate (Programmazione).
In pratica, dal punto di vista relativo alla mia esperienza, la PNL è uno tra i tanti strumenti che può aiutarci a entrare consapevolmente in contatto con noi stessi e le nostre risorse, armonizzando i diversi aspetti del nostro essere, per relazionarci con noi stessi e il mondo in modo funzionale ed efficace attraverso sentimenti, emozioni, pensieri, linguaggio. In particolare, quando è adoperata a supporto di un più profondo percorso di ricerca e conoscenza di sé che ci coinvolge a livello fisico, psicologico e spirituale, può aiutarci a essere padroni del nostro pensiero e a gestire le nostre emozioni, per realizzare la nostra Natura più autentica. Come sempre, d’altronde, l’uso che facciamo degli strumenti di cui disponiamo dipende dal nostro senso di responsabilità personale e dal rispetto che percepiamo e manifestiamo nei confronti di noi stessi e degli altri… E quindi possiamo usare la PNL (come tanti altri strumenti, ovviamente) per alimentare le nostre illusioni, per convincere e persuadere noi stessi e gli altri di qualcosa in cui ci fa comodo credere… perché di fatto potremmo anche riuscire, almeno per un certo tempo, a costruirci una “realtà” che risponde ai nostri desideri, proiettandone con forza le immagini sullo schermo della nostra mente … Oppure possiamo scegliere di usare la PNL per rendere più libera la nostra mente davvero “pulendone i filtri”, per ottenere al tempo stesso più equilibrio psicofisico, per sperimentare strumenti che ciascuno di noi ha “in dotazione” diventandone consapevoli… per vivere, comunicare, incrementare l’integrazione mente-corpo e l’accesso a risorse nascoste come tesori in ciascuno di noi…