i 4 elementi del corpo
IL SIMBOLISMO DEL CORPO: I QUATTRO ELEMENTI
di Monica Canducci
Ogni cosa al suo posto…
Nell’architettura del nostro corpo vi sono tessuti che hanno diversa consistenza per il ruolo e la funzione che ricoprono. Questo vale anche per il solo tessuto connettivo che, come abbiamo visto(1), è più fibroso o più elastico a seconda della funzione. Nel presente articolo daremo ampio spazio alla metafora e al simbolo per poter meglio comprendere in pratica alcune caratteristiche e dinamiche proprie della struttura fisica umana.
Simbolo viene da “Συν βαλλω”, metafora da “μετα φερειν”, che significano rispettivamente “mettere insieme”, unire, e “portare oltre”. Simboli e metafore sono ciò che ci permette di collegare un piano dell’esperienza con l’altro quando non è percepita continuità tra essi: in questo senso rivestono un ruolo connettivo, anzi, per usare una metafora nella metafora, possiamo dire che la metafora è il tessuto connettivo dell’esperienza e permette il trasferimento della medesima da un piano all’altro del nostro esistere. In questo senso possiamo ben comprendere come il lavoro corporeo, oltre che generare un nuovo modo di sentirsi e quindi maggiori possibilità di esperienza in generale, diventa il mezzo per un lavoro psicologico e relazionale. Attraverso un lavoro corporeo profondo e consapevole, supportato da strumenti (come ad esempio la Programmazione Neuro Linguistica) che ci consentano di coinvolgere e ristrutturare parallelamente i processi mentali, possiamo divenire consciamente partecipi del trasferimento di conquiste strutturali “fisiche” e tangibili sui piani più sottili dell’emotività e del pensiero. In realtà il trasferimento è apparente, poiché siamo tutt’uno anche se avvertiamo più piani in questo nostro essere, e la trasformazione è casomai sincronica e non causale-sequenziale. Ma torniamo alle metafore, e facciamo ricorso a simboli appartenenti alla nostra cultura, cioè i cosiddetti Quattro Elementi, Fuoco, Terra, Aria, Acqua, un tempo corrispondenti ai “quattro temperamenti” che nel nostro Medio Evo erano il fondamento della medicina. Recuperiamo queste immagini e ritroviamo i Quattro Elementi nel nostro corpo.
I Quattro Elementi
Sul nostro pianeta, in relazione alla forza di gravità, i Quattro Elementi si presentano con un ordine di densità e di peso: in tale ordine l’elemento Terra, più denso e pesante, si trova più in basso, sovrastato dall’Acqua e dal Fuoco che, di fatto, vi “poggiano sopra”. Ultimo, più sottile e leggero, l’elemento Aria che coincide con lo spazio e con la volta celeste. Nel nostro corpo possiamo riconoscere lo stesso ordine individuando zone che, metaforicamente, richiamano i Quattro Elementi, le loro qualità e i loro significati. I significati simbolici dei Quattro Elementi sono, in sintesi: stabilità, concretezza, praticità, riferiti alla Terra, che rappresenta il piano fisico; ricettività, mutevolezza, sentimento, sensibilità in riferimento all’Acqua, che rappresenta il piano delle emozioni; passione, azione, forza di volontà e trasmutazione attribuiti al Fuoco, che rappresenta il piano delle intenzioni e della volontà; intelligenza, inventiva, comunicazione riferiti all’Aria, che rappresenta il piano mentale o del pensiero. Nel nostro corpo possiamo riconoscere, nello stesso ordine, dal basso verso l’alto e cioè in ordine di densità o consistenza, zone simbolicamente corrispondenti ai Quattro Elementi.
La Terra
Nel nostro corpo possiamo riconoscere l’Elemento Terra in quella parte che ne garantisce il sostegno e ne costituisce l’aspetto più denso e consistente, in generale tutto lo scheletro e la parte fibrosa dei tessuti connettivi. Anche la muscolatura cosiddetta “della statica” (ovvero che si impegna a sostenere il nostro peso), prevalentemente costituita da fibre toniche, può essere considerata come aspetto dell’Elemento Terra: è quella muscolatura “lenta”, atta al sostegno, quindi caratterizzata da resistenza allo sforzo prolungato, così come la Terra è l’elemento di sostegno per eccellenza e, tra i Quattro, quello più lento a manifestare reazioni, necessitando anche di maggior numero o intensità di stimoli. Basta un soffio a disperdere un gas, Aria; lo stesso soffio può muovere la fiamma, Fuoco, e increspare l’Acqua, ma già non basta a muovere consistentemente quest’ultima; e ci vuole ben più di un soffio a muovere una zolla di Terra! Inoltre, la Terra è un elemento plastico che tende a mantenere, a differenza degli altri Elementi, la forma che assume, e la stessa cosa accade nel nostro corpo quando prendiamo in considerazione la miofascia e alcune sue proprietà, soprattutto in relazione alla muscolatura della statica e alla sua azione sullo scheletro. In particolare, nella mappa del nostro corpo, l’Elemento Terra si attribuisce alla struttura del bacino, alle gambe e ai piedi, che esercitano la funzione di sostegno diventando le nostre vere e proprie radici. Si dice “coi piedi per terra” riferendosi a una persona equilibrata, stabile e dotata di senso pratico. I significati attribuiti a tale Elemento si estendono al senso di appartenenza(2) e alla capacità di radicarsi, non importa se a un luogo o a un ideale. Anche il radicamento e il mantenimento di un’abitudine o di uno schema, sia di reazione emotiva, di movimento o di qualsiasi genere, e in generale il consolidarsi di qualunque processo o memoria, appartengono all’Elemento Terra, che in realtà rappresenta globalmente la nostra struttura fisica, ciò che ci caratterizza e attraverso la quale ci manifestiamo tangibilmente. Di fatto, come abbiamo detto poc’anzi, per smuovere la Terra occorrono sollecitazioni consistenti, poiché la Terra non solo è resistente, ma anche oppone resistenza al cambiamento. La più frequente sollecitazione che nel regno naturale vede la Terra rispondere in qualche modo viene effettuata dall’Acqua, in quanto più è ricca di Acqua, più la Terra diventa duttile e plasmabile.
L’Acqua
Elemento subito meno denso della Terra è l’Acqua, che possiamo trovare ovunque, a diversi livelli di densità. Sia ghiaccio o vapore, il suo stato per noi più naturale è quello liquido. Come sulla Terra poggia l’Acqua, che scorre in corsi e canali, si raccoglie in bacini più o meno ampi, si infiltra imbibendo e rendendo morbida e fertile la Terra stessa, così nel nostro corpo l’Acqua circola in vasi, canali e condotti sotto forma di plasma (sangue), liquor, linfa, e infiltrandosi nei tessuti ne determina, attraverso gli scambi di sostanze, il nutrimento, il drenaggio, l’elasticità e la vitalità stessa.(3) L’Acqua da sempre rappresenta la sfera dei sentimenti e delle emozioni, e sappiamo che le nostre emozioni sono veicolate a sostanze (peptidi) che si diffondono nel nostro corpo attraverso i liquidi. Del resto umore, nel senso emozionale del termine, viene da umere, “essere umido”, derivando dalla tradizione ippocratico-galenica (mantenuta per tutto il Medio Evo) che vede i “quattro fluidi del corpo”(4) responsabili dei vari atteggiamenti, siano momentanei o permanenti, riscontrabili nell’essere umano. L’Acqua è un Elemento instabile che risponde piuttosto rapidamente alle sollecitazioni, come noi rispondiamo agli stimoli esterni cambiando umore o stato. Ci troveremo pertanto a vivere vere e proprie “tempeste emotive” e, metaforicamente, navigheremo in “acque turbolente”, ma anche “lisce come l’olio”: per le sue caratteristiche infatti l’Acqua si presta a rappresentare eventi dal significato opposto, e così le nostre emozioni ci faranno sentire, soprattutto se non padroneggiate, di volta in volta “sulla cresta dell’onda” o “nell’abisso più nero”. L’Acqua non ha forma propria, prende quella del contenitore in cui si raccoglie: da qui il significato di influenzabilità attribuito a questo Elemento, per lo stesso motivo contemporaneamente anche simbolo di adattabilità. Se sollecitate, le acque si increspano, ma in assenza di stimoli perturbanti si placano e ritornano allo stato di quiete ed equilibrio. In questo caso l’Elemento Acqua rappresenta la nostra capacità fisiologica di autoregolazione e ritorno all’omeostasi, quella capacità che ci aiuta a mantenerci in salute e che rende possibile ogni processo di guarigione. L’Acqua rappresenta anche la nostra parte inconscia nei suoi due aspetti, sia quello che contribuisce a mantenere certi schemi dei quali non siamo consapevoli, sia quello attraverso il quale possiamo attingere ad un piano maggiormente indifferenziato e pertanto più ricco di possibilità, simboleggiando in questo caso le nostre risorse più profonde e nascoste. Al di là del “piano liquido” del nostro essere, l’Elemento Acqua ha una sua collocazione nella mappa corporea proprio sopra la “zona Terra”, raccogliendosi all’interno del bacino (appunto!) per costituire la parte più “molle” e fluida del nostro corpo, quel ventre che racchiude e custodisce la vita stessa (e l’Acqua è Vita per eccellenza) e nel quale la vita si sviluppa.(5) Non a caso le discipline orientali identificano l’“Hara”, punto situato al centro del ventre, tre dita circa sotto l’ombelico, con “il centro” vitale per eccellenza, nella stessa area che coincide con il baricentro o centro di gravità quando assumiamo la stazione eretta. La parte più bassa dell’addome è la zona del nostro corpo che si identifica più da vicino con le nostre emozioni profonde, dette appunto viscerali. Emozione, dal latino emovere, significa smuovere, muoversi fuori da sé, verso l’esterno. Chi non prova emozioni è indifferente, non “sente” né “si sente”, non è stimolato a muoversi per sopravvivere, nemmeno a scegliere se e cosa mangiare (il famoso asino di Buridano, il quale indeciso tra la paglia e il fieno morì di fame, insegna!). Senza emozioni non saremmo interessati al movimento nel mondo, non provando per il mondo alcun interesse. E in questa zona del corpo davvero troviamo la “sorgente” (per restare in tema, visto che parliamo dell’Acqua…) del movimento, quel nucleo costituito dai muscoli profondi e intrinseci interni al bacino e all’addome che possono, in una struttura armoniosa e funzionale, essere il “motore primo” di ogni gesto, anche di quei gesti apparentemente periferici.
Il Fuoco
Parlando di movimento, introduciamo l’Elemento seguente in ordine di consistenza, il Fuoco, meno denso e pesante dell’Acqua, evanescente ma certamente ben percepibile quando ci si avvicina, quindi tangibile nei suoi effetti. Il fuoco evoca immediatamente calore, energia e distruzione, caratteristiche associate al metabolismo. L’Elemento Fuoco infatti ben rappresenta i processi metabolici, ovvero tutti quei processi che operano un vero e proprio incessante lavoro di trasmutazione nel nostro corpo a partire da materiali “grezzi” di cui ci nutriamo i quali, una volta introdotti, vengono raffinati e trasformati in energia, calore e movimento. Il Fuoco è quindi l’Elemento che rappresenta per eccellenza la trasformazione, il cambiamento di stato, non solo dal punto di vista di fenomeni fisici e fisiologici, ma anche emotivamente parlando. Emotivamente ci “riscaldiamo” e ci “raffreddiamo”, manifestiamo le nostre emozioni quando ci “infiammiamo” (sia d’amore, sia di rabbia) o, trattenendole, ci “raggeliamo” (sia nel disprezzo, sia per paura). Nel primo caso tutto il nostro corpo esprimerà l’emozione con una spiccata gestualità, nel secondo caso tenderemo a irrigidirci. Ciò corrisponde a quanto avviene a livello molecolare quando un materiale è sottoposto a variazioni di temperatura, e questo è massimamente visibile per quanto riguarda l’Acqua, che come abbiamo visto simboleggia l’emozione: aggiungendo calore, l’acqua (stato liquido) inizia a muoversi finché non entra in ebollizione, cambiando stato, ovvero diventando vapore (stato gassoso) che si disperde nell’aria. Sottraendo all’acqua calore, invece, otterremo l’irrigidimento in ghiaccio (stato solido). In questo senso possiamo dire che il calore aggiunto, simbolicamente, è accettare di manifestare l’emozione attraverso il movimento, mentre il calore sottratto, quello che provoca l’irrigidimento, è la negazione di tale manifestazione, la sua inibizione. Se vogliamo che l’Acqua, vita, emozione, ritorni a scorrere in quei tessuti irrigiditi del nostro corpo che ci portano a mantenere una forma disfunzionale, necessiteremo di un maggiore apporto di calore, che si manifesta attraverso il movimento. Abbiamo già accennato(6) a come certe fibre della nostra muscolatura, quelle maggiormente responsabili del tono e della forma di tutta la nostra struttura, possano allungarsi, ammorbidirsi e nello stesso tempo irrobustirsi solo attraverso un intenso lavoro di stiramento attivo, ovvero effettuato durante la contrazione del muscolo stesso, cioè durante il movimento. Abbiamo richiamato in causa quella parte della nostra muscolatura attribuita all’Elemento Terra per sottolineare come la muscolatura dinamica, quella composta per lo più da fibre fasiche e quindi maggiormente atta ad eseguire movimenti rapidi e di breve durata sia invece simboleggiata dal Fuoco. Come la fiamma, questa parte della nostra muscolatura guizza rapidamente, e altrettanto rapidamente si estingue la sua capacità di reggere lo sforzo. Inoltre la muscolatura dinamica viene attivata per lo più sotto l’azione della volontà, altra qualità attribuita al Fuoco. Pertanto il Fuoco rappresenta l’attivazione e l’esecuzione del movimento, laddove l’Acqua rappresenta invece la capacità di muoversi (ricordiamo che nella struttura umana non vi sono muscoli completamente “tonici” né completamente “dinamici” o fasici, bensì muscoli che manifestano una preponderanza dell’uno o dell’altro tipo di fibra).
In sostanza, il Fuoco è l’Elemento che, mediante energia-movimento, rende possibile ogni trasformazione, ogni cambiamento di stato e di forma. Se vogliamo instaurare un processo di trasformazione, dobbiamo portare quel calore che è movimento laddove vogliamo trasformare. Ciascuno di noi può “trasmutare il piombo in oro” trasformando le proprie disfunzioni in occasioni d’esperienza. Se la nostra forma non è più funzionale, possiamo trasformare anche le nostre resistenze (simboleggiate dall’Elemento Terra e da ciò che in noi lo rappresenta) in nuove opportunità di conoscenza di noi stessi, e ciò avverrà soltanto grazie all’impegno attivo della nostra volontà. Solo la volontà, la consapevolezza e l’intenzione possono penetrare schemi radicati e riorganizzarli in maniera più naturale e funzionale, anche e soprattutto attraverso il movimento. Fuoco, dunque, come esercizio di intenzione e volontà, e anche sforzo, inteso come forzatura degli schemi, procedura a volte necessaria per scardinare e rompere quegli schemi abituali che ci limitano nelle opportunità di scelta e di movimento.
Nella mappa corporea, l’area attribuita al Fuoco è il cosiddetto plesso solare, la zona alta dell’addome (sotto lo sterno e sopra l’ombelico), nella quale si situano gli organi maggiormente preposti alla trasmutazione e alla combustione, lo stomaco, il fegato, il pancreas. Questa è anche l’ “area di lavoro” del diaframma, vero e proprio mantice atto a “soffiare sul Fuoco” il quale, come sappiamo, senz’Aria non può attecchire né ardere.
L’Aria
Elemento che più di ogni altro è leggero e presente, l’Aria si diffonde ovunque e ovunque soffia con il vento, si innalza e ricade in correnti trasportando materiale e informazioni. Attraverso l’aria si diffondono i pollini e “si sparge la voce”: infatti, l’Aria in sé è anche l’Elemento attraverso cui si propaga il suono. Per questi motivi all’Aria sono attribuiti lo scambio, il trasporto e la comunicazione nonché, per estensione, la relazione. Aria è attenzione, spazio, leggerezza, libertà, ispirazione: non a caso simboleggia il pensiero, l’immaginazione(7), in quanto possiamo immaginare qualunque cosa vogliamo a prescindere dalle nostre condizioni.(8) Attraverso l’immaginazione possiamo proiettarci in dimensioni alternative e innescare i processi di cambiamento a partire dallo stato mentale. L’Elemento Aria rappresenta l’ideoplasia, quel fenomeno per il quale ciò che immaginiamo nel nostro corpo, nel nostro corpo tenderà a realizzarsi, e, in generale, tutti i fenomeni per cui tramite il pensiero possiamo attivare una parte del nostro essere fisico.(9) Inoltre, l’immagine comunica direttamente con la nostra parte emotiva, si suppone soprattutto attraverso l’emisfero cerebrale destro. Come sappiamo, questo è l’emisfero che possiede abilità di sintesi e “parla” il linguaggio non verbale delle analogie, delle immagini, dei simboli e delle metafore, accogliendo ogni stimolo di questo tipo senza opporre alcuna resistenza, in quanto il senso critico appartiene invece all’emisfero sinistro. L’immagine può “parlare” direttamente all’inconscio, e ciò può avvenire nel momento in cui il nostro senso critico, solitamente prevaricante a causa della dominanza dell’emisfero sinistro che accomuna gran parte degli individui, per qualche ragione ha abbassato la guardia. Quando ciò avviene, siamo maggiormente ricettivi a livello inconscio ed emotivo, meno attivi e giudicanti razionalmente, meno critici e più creativi. Aria è, dunque, l’Elemento associato alla anche comunicazione tra i due emisferi cerebrali, al loro funzionamento bilanciato che garantisce una buona comunicazione tra consapevolezza e inconscio permettendoci di lasciar emergere la nostra ispirazione.
L’Elemento Aria comprende in sé il fenomeno dell’elettricità: come in natura l’azione del vento produce cariche elettrostatiche, così l’Aria è l’elemento che simbolicamente veicola e rappresenta gli impulsi nervosi che consentono ad un “pensiero” (Aria, appunto) di muovere la “materia-corpo” (Terra).
Nel nostro corpo la zona attribuita all’Aria è quella sopra il diaframma: in particolare il torace e gli organi ivi contenuti, cuore e polmoni, l’apparato di fonazione in quanto produttore di suoni, la testa (in quanto sede del cervello e di alcuni organi di senso e comunicazione) e il sistema nervoso in generale, le braccia e le mani, queste ultime intese sia come strumenti di comunicazione e contatto, sia per il loro richiamo alla presenza. Nell’“homunculus”, cioè quella rappresentazione del corpo umano in cui le proporzioni dei vari segmenti del corpo vengono illustrate in relazione alla vastità delle aree della corteccia cerebrale cui essi corrispondono, vediamo che le mani sono enormi: una grandissima parte della nostra sensibilità e capacità di movimento è presente proprio nella mano, quindi nelle mani siamo naturalmente e solitamente più presenti che in altre parti del corpo. Tra gli organi, invece, i polmoni in particolare appartengono all’Elemento Aria poiché attraverso essi avviene un primo scambio, tra interno ed esterno del corpo, mediante la respirazione. Ad ogni respiro introduciamo in noi stessi un poco di quel che ci circonda quando inspiriamo, e cediamo al mondo circostante qualcosa di noi, o vi penetriamo, durante l’espirazione. Un altro scambio avviene tra le pareti degli alveoli polmonari, laddove i globuli rossi cedono i prodotti di scarto della combustione per caricarsi dell’ossigeno appena inspirato, il quale per mezzo loro verrà trasportato ad ogni cellula dell’organismo attraverso il circolo sanguigno. E altri scambi avverranno nelle cellule stesse, dove l’apporto di ossigeno e altre sostanze garantirà i processi metabolici… e lo scambio, la comunicazione, a loro volta aspetti del movimento – un movimento finalizzato al passaggio di un’informazione, di un elemento o di una sostanza – sono alla base del manifestarsi della Vita.
1) Vedere “Vivere il corpo - I e II parte”
2) A proposito dell’appartenenza, possiamo riconoscere nei simboli dei Quattro Elementi, come in qualunque altro simbolo, un aspetto soggettivo determinato dal significato che ognuno di noi personalmente attribuisce in relazione al proprio vissuto ed alla propria esperienza, e un significato archetipico condivisibile collettivamente, comune per tutti come, appunto, la Terra cui si appartiene, in senso locale o planetario.
3) È curioso che il rapporto tra le acque e le terre emerse sul nostro pianeta richiami l’elevatissima percentuale di liquidi di cui il nostro corpo è costituito in rapporto alla parte davvero “solida”!
4) Ovvero sangue, linfa, bile gialla e bile nera, simbolicamente attribuiti ai Quattro Elementi
5) L’Acqua è considerata l’Elemento femminile per eccellenza, datore e portatore di Vita. Altro Elemento femminile è la Terra, in quanto dà forma alla vita e nella forma la mantiene. Anche Fuoco ed Aria, elementi maschili, rappresentano forze vitali, l’uno in quanto trasformazione, l’altro in quanto scambio.
6) Vedere articoli “Vivere il corpo - I e II parte”
7) Qui e in seguito, per “immaginazione” intendiamo quel processo che coinvolge non solo la vista ma anche gli altri sensi.
8) Questa è la classica “arma a doppio taglio”: se in alcuni casi il “pensare ad altro” ci fa sentire liberi distogliendoci da qualche preoccupazione, in altri ci distoglie rendendoci meno presenti.
9) Non è un mistero che l’immagine mentale di un movimento possa attivare inconsciamente e impercettibilmente i motoneuroni connessi alla muscolatura coinvolta nel movimento immaginato. Sembra ancora un po’ misteriosa la modalità per cui, invece, immaginare in un certo modo che alcune cellule specifiche del proprio sistema immunitario incrementino il proprio numero fa sì che ciò possa accadere…